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(DAI MEDIA) Azioni Valsabbina, ecco come e perchè

settembre 23, 2016 / Comitato Soci Valsabbina / Dai giornali, News

«Bisogna distinquere fra il valore effettivo della banca e quello dei titoli». Nella lettera inviata ai soci della Banca Valsabbina, l’ormai ex presidente Ezio Soardi saluta e spiega cosa sta accadendo alle azioni

Scrive Soardi:
«I risultati ottenuti nel miglioramento del costo medio della raccolta, l’ulteriore crescita dei ricavi netti generati dal collocamento di prodotti e servizi ed il significativo contenimento dei costi operativi, hanno consentito di mantenere anche nella prima parte del 2016 un risultato economico positivo, nonostante le significative difficoltà del contesto economico e di mercato che hanno condizionato fortemente l’andamento del sistema bancario, salvaguardando quindi il valore del nostro Istituto.

La vitalità della Banca è testimoniata inoltre dalle diverse iniziative (altrove nella lettera riportate) finalizzate alla crescita dimensionale e alla ulteriore qualificazione dei servizi rivolti alla clientela.

Nonostante tali importanti segnali
di “salvaguardia del valore” e di “vitalità progettuale” si è assistito tuttavia nelle ultime settimane ad un andamento negativo del prezzo del titolo.

Come noto, dal 18 luglio scorso è ripresa l’attività di raccolta ordini relativa alle azioni ordinarie del nostro Istituto, temporaneamente sospesa a seguito dell’impossibilità di proseguire attraverso il precedente sistema di scambi organizzati gestito dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari (I.C.B.P.I.).

Il passaggio obbligato, a seguito dell’introduzione della nuova normativa e della comunicazione di chiusura del mercato di I.C.B.P.I., alla negoziazione del titolo sul mercato HI-Mtf (piattaforma esterna istituita in conformità alla Direttiva MiFid e riconosciuta dalla Consob), rappresenta un importante passo in avanti per favorire gli scambi e con l’intento di migliorare la liquidità del titolo stesso.


Nelle prime settimane di negoziazione, tuttavia
, l’andamento del prezzo ha risentito della temporanea fase di sospensione dell’attività di raccolta degli ordini, con la conseguenza che le proposte di vendita hanno superato quelle in acquisto, determinando una progressiva riduzione del valore dell’azione.Anche la limitata conoscenza dei meccanismi di determinazione del prezzo in occasione delle aste settimanali – meccanismi che ci si augura possano essere rimodulati per impedire condotte speculative finalizzate a deprimere il prezzo – ha contribuito alla riduzione della quotazione, per effetto della contemporanea presenza di numerosi ordini di vendita “al meglio” e pochi ordini di acquisto.

L’inserimento di ordini “al meglio”, in un mercato non ancora sufficientemente liquido, ha l’effetto di deprimere la quotazione.
E’ opportuno specificare che qualunque sia il livello raggiunto dal prezzo, non è intaccato di certo il patrimonio della Banca, costituito dai versamenti dei Soci e dagli utili accantonati in oltre cento anni di storia.

Oltre a tali aspetti, di natura tecnica, va sottolineato che la dinamica del titolo Valsabbina ha risentito del più generale andamento borsistico dei titoli bancari da inizio 2016: andamento che ha evidenziato una generalizzata e pesante riduzione delle quotazioni – spesso accentuata da pressioni speculative incontrollate e infondate – che non riflettono l’effettivo valore economico e patrimoniale delle banche.
Occorre dunque saper distinguere, nel caso della Valsabbina, il valore effettivo della Banca – rappresentato da un patrimonio netto di oltre 11 euro per azione, dalla solidità dei coefficienti patrimoniali e da una riconosciuta capacità reddituale nel tempo – dal prezzo dell’azione, che è influenzato dai diversi fattori congiunturali sopra richiamati.
Confidiamo che, una volta esauritasi l’attuale fase negativa dei mercati finanziari, la quotazione del titolo possa tornare a riflettere nuovamente il vero valore di Banca Valsabbina che è dato dalla sua solidità patrimoniale.

La nostra Banca è l’unica ormai nel territorio regionale ad esprimere la vocazione e la responsabilità dell’appartenenza al credito popolare e cooperativo e il suo positivo avviamento in termini di radicamento territoriale e di consolidate relazioni con le famiglie e le piccole e medie imprese dei territori serviti».

Ezio Soardi

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.questa parte di lettera segue l’analisi dell’andamento semestrale e precede le motivazioni che hanno spinto Soardi a dimettersi e che abbiamo già riportato ieri.
Ribadisco anche in questa occasione la disponibilità di Vallesabbianews alla pubblicazione di Lettere sul tema della Valsabbina, purchè non siano anonime.
Il ruolo di un quotidiano come il nostro è quello, sui grandi temi, di favorire lo scambio di idee, non certo la diffamazione delle persone coinvolte.

Ubaldo Vallini

da VALLESABBIANEWS 23.09.2016

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